26 FEBBRAIO 2026
Un aumento degli Add to Cart ma non delle transazioni, non è sempre a causa di una performance negativa.
Secondo una ricerca del Baymard Institute (2025), il carrello è oggi il principale modo con cui gli utenti salvano prodotti. In questo articolo vedremo quali sono le azioni da attuare per sfruttare al massimo questo dato e quali sono i KPI da monitorare per avere una visione più completa.
I dati chiave: l’Add to Cart non è sempre intenzione d’acquisto
Prima di interpretare come segnale negativo l’aumento degli Add to Cart ma non delle transazioni, occorre leggere correttamente il comportamento degli utenti.
Questo comporta che molti Add to Cart non rappresentano un’intenzione di acquisto immediata, ma un comportamento di salvataggio.
Perché questo succede?
Gli utenti aggiungono al carrello per:
3 best practices per sfruttare questo insight
Se l’Add to Cart non rappresenta sempre un’intenzione di acquisto immediata, allora non va “corretto”, ma compreso e progettato. Queste tre best practice aiutano a trasformare un comportamento spesso frainteso in un’opportunità di ottimizzazione, migliorando la qualità dei carrelli, la lettura dei KPI e l’esperienza complessiva dell’utente.
La wishlist deve essere:
La wishlist andrebbe posizionata in modo chiaro, all’interno della PDP, della PLP e nell’area account.
Gli utenti, soprattutto su siti visually-driven, tendono a selezionare e restringere le opzioni prima di decidere. Per questo è fondamentale permettere il salvataggio dei prodotti direttamente dalla PLP, ad esempio tramite l’universale icona a cuore, facilitando il confronto e la valutazione successiva.
Allo stesso modo, la funzione “Save” deve essere sempre disponibile anche in PDP, quando l’utente entra nella fase di valutazione approfondita del prodotto. È importante rendere disponibile la funzione del salvataggio anche per utenti non registrati o non loggati, in quanto i dati mostrano che molti utenti preferiscono evitare la creazione di un account. Se non si registrano nemmeno per completare un acquisto, è ancora meno probabile che lo facciano solo per salvare un prodotto.
È fondamentale garantire che i prodotti salvati restino memorizzati sullo stesso dispositivo anche a distanza di giorni e attraverso sessioni diverse, assicurando continuità dell’esperienza e facilitando il ritorno all’acquisto.
Un elemento fondamentale è garantire che gli articoli salvati possano essere aggiunti al carrello con facilità. La wishlist dovrebbe permettere agli utenti di trasferire i prodotti direttamente al carrello, facilitando così il completamento dell’acquisto al momento opportuno.
Una parte significativa degli utenti aggiunge prodotti al carrello non per acquistare, ma per scoprire informazioni che non trova altrove. Il carrello diventa così uno strumento di price check o di verifica finale, più che un reale passo verso la conversione. Questo comportamento è spesso il sintomo di una PDP incompleta o poco trasparente.
Gli utenti aggiungono al carrello per capire:
Come intervenire?
Ottenendo così meno Add to Cart “esplorativi” e carrelli più qualificati. Le metriche dei funnel saranno più affidabili e l’esperienza utente migliorerà.
In questo modo il carrello torna a svolgere il suo ruolo naturale di acquisto e non uno strumento di verifica forzata.
Anche con una wishlist ben progettata e una PDP completa, una parte degli utenti continuerà a usare il carrello come strumento di salvataggio.
In questo caso l’atteggiamento migliore è assecondare e progettare il carrello per supportare questo comportamento.
Un carrello pensato anche per il “ritorno” riduce la frizione e aumenta le possibilità di conversione nel tempo.
Ottimizzazioni chiave
In questo modo il carrello diventa un punto di continuità, non una perdita.
Valorizzare l’evento “Add to Cart”
L’aggiunta al carrello rappresenta un segnale di interesse ad alta intenzione, anche quando non conduce a una conversione immediata.
L’evento può essere valorizzato lungo diverse direttrici:
1. Attivazione marketing
2. Supporto alla decisione d’acquisto
3. Automazione e CRM (in presenza di identificazione utente)
Il cambio di prospettiva
Progettare Cart e Wishlist con questa logica permette di:
Questi sono solo alcuni degli insight utili per interpretare correttamente il ruolo del carrello e della wishlist nel funnel di acquisto. Ogni e-commerce, però, presenta comportamenti, obiettivi e criticità specifiche: per questo è fondamentale partire da un’analisi UX mirata, capace di trasformare i dati in decisioni progettuali concrete e orientate alla conversione.