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16 OTTOBRE 2026

L’AI e la ricerca di prodotti: i dati del Q1 2026

La nostra analisi sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore ecommerce si aggiorna con i dati del primo trimestre 2026. Sebbene il traffico referral proveniente da queste piattaforme rappresenti ancora una quota marginale (spesso inferiore all’1% del totale di un sito), il suo monitoraggio è utile per comprendere l’evoluzione delle abitudini di ricerca e la sostenibilità dei nuovi modelli introdotti dai player AI.

Come sono cambiati gli assistenti AI (Q1 2026)

Il primo trimestre del 2026 ha segnato una svolta focalizzata sull’automazione agentica diretta e sull’efficienza computazionale. La diffusione di nuovi modelli di ragionamento a basso costo ha spinto i principali player ad accelerare il passaggio da assistenti puramente conversazionali ad agenti capaci di eseguire azioni per conto dell’utente.

  • ChatGPT e l’integrazione di “Operator”: Nel Q1 2026, OpenAI ha esteso le funzionalità agentiche (Operator), consentendo all’assistente di interagire direttamente con le interfacce web per compiere azioni complesse, come la pre-compilazione dei moduli di checkout o la verifica automatica delle opzioni di spedizione. Sul fronte monetizzazione, i test pubblicitari nel piano “Go” e nella versione free si sono focalizzati sul posizionamento di prodotti sponsorizzati all’interno delle risposte a query ad alto intento d’acquisto.
  • Google e Gemini (Shopping Graph e “Jarvis”): Google ha rafforzato l’integrazione tra Gemini e il suo Shopping Graph globale, introducendo nei risultati AI schede dinamiche capaci di aggregare recensioni, stock locali e coupon in tempo reale. In parallelo, sono avanzati i test sulle capacità di navigazione autonoma tramite Chrome, rendendo l’AI in grado di guidare l’utente fino all’ultimo passaggio della transazione.
  • Perplexity e “Buy with Pro”: La piattaforma ha ampliato il programma dedicato ai merchant, consentendo l’integrazione diretta dei cataloghi aziendali e la gestione dell’acquisto con un click direttamente dall’interfaccia. Le “Sponsored Follow-up Questions” si sono evolute in vere e proprie schede comparative sponsorizzate, posizionate al termine delle ricerche di prodotto.
  • L’impatto dei modelli Open Source e dei costi di inferenza: Il netto calo dei costi di calcolo spinto dai modelli di ragionamento open-weights (sulla scia di architetture tipo DeepSeek-R1) ha permesso a molti ecommerce di integrare assistenti conversazionali proprietari direttamente sul proprio sito, iniziando a frammentare l’esperienza di ricerca al di fuori delle sole grandi piattaforme AI.
  • Claude e le ricerche B2B/Complesse: Anthropic ha consolidato l’uso delle funzionalità di analisi avanzata (“Computer Use” e modelli di ragionamento esteso), venendo impiegato dagli utenti prevalentemente per acquisti ponderati, ricerche ad alta densità tecnica o comparazioni B2B, pur mantenendo volumi di referral B2C più contenuti rispetto ai concorrenti.

Nel Q1 2026 l’attenzione si è spostata dall’elaborazione del testo all’esecuzione dei task: l’AI sta diventando un’interfaccia operativa a tutti gli effetti. Restano da capire gli effetti reali sui tassi di conversione, trattandosi ancora di tecnologie in fase di test.

 

L’impatto nel settore ecommerce (Q1 2026)

I dati del primo trimestre 2026 mostrano una riorganizzazione dei volumi di traffico referral da strumenti AI, che si attestano a 280.068 sessioni complessive. Si registra una flessione del -19,2% rispetto al trimestre precedente (Q4 2025), ampiamente legata al fisiologico calo post-stagionale seguito al Black Friday e agli acquisti natalizi. Su base annua (YoY rispetto al Q1 2025), il canale mantiene tuttavia un trend espansivo con un incremento del +138,6%.

Nonostante la contrazione congiunturale dei volumi, gli indicatori di comportamento e conversione suggeriscono un’ulteriore qualificazione del traffico in ingresso:

  • Engagement: La Bounce Rate mostra un ulteriore miglioramento scendendo al 23,2% (-3,8% rispetto ai 90 giorni precedenti e -22,4% su base annua). La durata media della sessione sale a 54 secondi (+6,1% rispetto al Q4).
  • Conversione: L’Add to Cart Rate (ATC) registra un incremento significativo raggiungendo il 7,4% (+10,2% su base trimestrale e +90,3% rispetto allo stesso periodo del 2025).

Esaurita la fase prevalentemente promozionale e comparativa del periodo festivo, il primo trimestre del 2026 delinea un utente che utilizza l’AI in modo meno esplorativo e più mirato. La riduzione della Bounce Rate al 23,2% e la contestuale salita dell’ATC Rate al 7,4% indicano che il traffico in arrivo al sito ecommerce possiede un grado di pre-qualificazione elevato, favorendo la transizione verso il carrello.

 

I principali referral AI (Q1 2026)

L’analisi della provenienza del traffico nel primo trimestre del 2026 mostra un lieve riequilibrio delle quote tra i diversi assistenti virtuali. Pur mantenendosi come punto d’accesso ampiamente prevalente, ChatGPT registra una flessione contenuta, passando dall’89% del Q4 2025 all’85,67% attuale delle sessioni referral complessive.

  • Perplexity sale al 4,12% delle sessioni (in crescita dal 3% del trimestre precedente), confermandosi come seconda fonte di traffico diretto.
  • Gemini evidenzia un incremento, attestandosi al 3,60% (rispetto all’1% del Q4), spinto probabilmente dalla maggiore presenza di schede dinamiche nelle panoramiche generative.
  • Copilot registra una contrazione nelle sessioni referral, scendendo allo 0,12% (dall’1% di fine anno).
  • La categoria “Other AI referrals” sale al 6,09% (dal 5% del Q4), suggerendo una progressiva frammentazione della ricerca tra motori e assistenti minori.

Strumenti orientati a compiti specialistici come Claude (0,36%) e Mistral (0,04%) continuano a generare quote marginali di traffico diretto verso le piattaforme ecommerce.

 

Analisi delle entrate Q1 2026

La ripartizione del valore economico generato dai canali AI evidenzia un riallineamento delle quote di revenue verso il player di riferimento, confermando contestualmente alcune peculiarità sull’efficienza delle singole piattaforme:

  • ChatGPT: Incrementa la propria incidenza sull’incasso totale, raggiungendo l’88,20% delle entrate complessive. Il dato mostra una capacità di monetizzazione lievemente superiore al suo peso in termini di traffico (85,67% delle sessioni), indicando una propensione alla conversione costante tra i suoi utenti.
  • Other AI referrals: Rappresentano il 3,94% del valore economico generato, a fronte di una quota di traffico del 6,09%.
  • Perplexity: Contribuisce per il 3,24% alle entrate totali, mantenendosi su livelli sostanzialmente allineati alla sua quota di sessioni (4,12%).
  • Gemini: Si attesta al 2,18% delle revenue, evidenziando un tasso di conversione economico leggermente inferiore al volume di traffico generato (3,60%).
  • Copilot: Si riconferma la principale anomalia del canale. Pur registrando un volume di sessioni marginale (0,12% del totale), ha generato il 2,06% delle entrate complessive. Questo dato suggerisce come le visite veicolate dall’assistente Microsoft tendano ad associarsi a scontrini medi elevati o a utenti con un intento transazionale spiccato.
  • Claude e Mistral: Claude genera lo 0,30% delle entrate, mentre Mistral registra i primi segnali diretti di monetizzazione, pur rimanendo su valori estremamente contenuti (0,09%).

 

Le industries più interessate dal traffico AI (Q1 2026)

La distribuzione del traffico per settore nel primo trimestre del 2026 evidenzia un riassestamento delle ricerche degli utenti dopo il picco festivo di fine anno.

Il comparto Retail & Shops si consolida come prima categoria, salendo al 29,6% delle sessioni complessive (in crescita dal 21,8% del Q4 2025). La variazione più significativa riguarda la ripresa del settore Hard Goods (elettronica di consumo), che risale al 15,7% (rispetto al 7,2% del trimestre precedente), affiancato da un incremento di Home & Design, che raddoppia la propria incidenza al 12,1% (dal 5,9%).

Parallelamente, si osserva una fisiologica contrazione nei settori maggiormente legati alla stagionalità dei regali e agli acquisti promozionali di fine anno: il comparto Luxury scende all’11,3% (dopo il picco del 21,7% del Q4) e il Fashion si attesta al 9,6% (dal 14,0%). Il settore Sports mantiene una presenza consistente al 15,5% (in lieve calo dal 19,8%).
Questa dinamica potrebbe suggerire che, ridottosi l’interesse stagionale per abbigliamento e articoli regalo di fascia alta, l’utilizzo degli assistenti virtuali sia tornato a focalizzarsi sulla comparazione di beni durevoli e articoli per la casa, mantenendo un’elevata frequenza di consultazione verso il retail generalista.

Ecco il dettaglio della distribuzione del traffico nel Q1 2026:

  • Retail & Shops: 29,6% (in crescita)
  • Hard Goods: 15,7% (in ripresa)
  • Sports: 15,5% (in lieve calo)
  • Home & Design: 12,1% (in crescita)
  • Luxury: 11,3% (in calo post-festivo)
  • Fashion: 9,6% (in calo)
  • Beauty: 5,8% (in calo)
  • Food: 0,3% (stabile)
  • Kids: 0,1% (stabile)

Cosa ci dicono questi dati (Q1 2026)

I dati del Q1 2026 evidenziano come l’AI stia consolidando la sua presenza tra i canali di acquisizione e-commerce. 

Superata la parentesi festiva, a fronte di un fisiologico calo congiunturale delle sessioni (-19,2% sul Q4), il canale registra una solida crescita su base annua (+138,6%) e un netto miglioramento della qualità del traffico.   

La discesa della Bounce Rate al 23,2% e il contestuale aumento dell’Add to Cart Rate al 7,4% suggeriscono che l’assistente conversazionale tenda ad assorbire la fase esplorativa, orientando verso il sito un utente con un intento più definito. 

In parallelo, la ripresa di comparti come Hard Goods e Home & Design e la tenuta del Retail generalista mostrano un utilizzo dell’AI esteso alla ricerca di beni durevoli e ad alta densità informativa.   

Per i retailer, la sfida del 2026 risiede nel presidiare questi flussi conversazionali, rendendo i propri dati facilmente accessibili ad assistenti virtuali che integrano sempre più le fasi preliminari dell’acquisto.

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