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16 OTTOBRE 2026

L’AI e la ricerca di prodotti: i dati del Q2 2026

La nostra analisi sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore ecommerce prosegue con i dati del secondo trimestre 2026. Sebbene il traffico referral proveniente da queste piattaforme rappresenti ancora una quota contenuta rispetto ai canali tradizionali, il suo monitoraggio è fondamentale per comprendere come stanno cambiando le abitudini di ricerca e quale ruolo giocano i diversi assistenti virtuali nel percorso d’acquisto.

Come sono cambiati gli assistenti AI (Q2 2026)

Il secondo trimestre del 2026 ha evidenziato un’ulteriore evoluzione nell’integrazione tra assistenti virtuali ed ecommerce, caratterizzata dall’aumento della concorrenza tra i principali modelli e dall’espansione dei formati nativi di ricerca transazionale.

  • ChatGPT (OpenAI): Ad aprile, OpenAI ha iniziato a integrare i feed prodotti (come quelli di Shopify) direttamente nelle conversazioni d’acquisto, consentendo di mostrare articoli e prezzi in tempo reale. A maggio, ha affinato gli agenti di navigazione (Operator) per guidare l’utente nel confronto dei prodotti fino alla fase finale del carrello.
  • Google e Gemini: A maggio, Google ha introdotto il canale nativo ai-assistant in GA4 e ha avviato il test per trasformare il tasto di ricerca in un pulsante AI Mode. Nello stesso mese, le schede dinamiche collegate al Merchant Center hanno iniziato a comparire in cima alla pagina per le query commerciali.
  • Perplexity: A maggio, Perplexity ha abilitato la sincronizzazione diretta con i cataloghi degli ecommerce, permettendo agli utenti di confrontare schede tecniche, prezzi e giacenze dei negozi in tempo reale.
  • Claude: A giugno, Anthropic ha potenziato le capacità di analisi dati di Claude per l’elaborazione di schede tecniche complesse, confermando il suo utilizzo prevalente in ambito professionale e B2B anziché nel commercio al dettaglio.

Questi sviluppi confermano che il percorso di ricerca si sta frammentando su più piattaforme. L’impatto reale sulle conversioni resta comunque da verificare nel tempo.

 

L’impatto nel settore ecommerce (Q2 2026)

I dati del secondo trimestre 2026 evidenziano una netta accelerazione nei volumi di traffico referral provenienti da strumenti AI. Si registra un incremento del +37,7% rispetto al primo trimestre dell’anno. Su base annua (YoY rispetto al Q2 2025), il canale conferma una crescita sostenuta con un aumento del +142,2%.

A fronte dell’aumento dei volumi, le metriche di engagement e conversione mostrano una sostanziale tenuta dei livelli di qualificazione del traffico:

  • Engagement: La Bounce Rate si attesta al 23,2%, rimanendo stabile rispetto al Q1 (-0,2%) e registrando un calo del -25,9% su base annua. La durata media della sessione scende a 44 secondi (-18,4% rispetto ai 91 giorni precedenti).
  • Conversione: L’Add to Cart Rate (ATC) si mantiene su livelli elevati al 7,3%, evidenziando una flessione marginale del -1,6% sul trimestre precedente, ma segnando un incremento del +29,0% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sessioni più brevi (44 secondi), Bounce Rate contenuta (23,2%) e ATC Rate elevato (7,3%) indicano insieme una fase transazionale più rapida. L’utente, orientato dalle risposte preliminari dell’interfaccia conversazionale, tende ad atterrare sul sito con le informazioni principali già acquisite, riducendo il tempo necessario prima di procedere all’aggiunta del prodotto nel carrello.

 

I principali referral AI (Q2 2026)

L’analisi della provenienza del traffico nel secondo trimestre del 2026 evidenzia un consolidamento della quota attribuita al primo player del settore, guidato sia dalla penetrazione di mercato sia dalla diversa accuratezza del tracciamento tra le piattaforme.

  • ChatGPT: Raccoglie l’87,25% delle sessioni referral complessive (in crescita rispetto all’85,67% del Q1). La capacità di preservare il tracciamento delle visite provenienti dall’applicazione mobile consente a OpenAI di mantenere un peso rilevante nel volume di traffico misurabile verso gli ecommerce.
  • Other AI referrals: Rappresentano il 6,67% delle visite complessive (in aumento rispetto al 6,09% del trimestre precedente), indicando la presenza costante di motori e assistenti minori nel mix di scoperta degli utenti.
  • Perplexity: Registra il 3,08% delle sessioni (rispetto al 4,12% del Q1), confermandosi la seconda fonte di traffico diretto in termini di volume.
  • Gemini: Si attesta all’1,87% del traffico referral diretto (in calo rispetto al 3,60% del primo trimestre). La contrazione è da attribuire in buona misura alla tendenza della piattaforma a reindirizzare l’utente verso le SERP di Google prima della visita al sito finale.
  • Copilot: Registra una crescita del volume relativo, posizionandosi allo 0,81% delle sessioni (dallo 0,12% del Q1).
  • Claude, Mistral e Deepseek: Mantengono un’incidenza marginale sui flussi diretti verso le piattaforme B2C: Claude registra lo 0,29%, Mistral lo 0,02% e Deepseek chiude la rilevazione allo 0,01% delle sessioni.

 

Analisi delle entrate Q2 2026

La ripartizione del valore economico generato dai canali AI evidenzia un riallineamento delle quote di revenue verso il player di riferimento, confermando contestualmente alcune peculiarità sull’efficienza delle singole piattaforme:

  • ChatGPT: Incrementa la propria incidenza sull’incasso totale, raggiungendo l’88,20% delle entrate complessive. Il dato mostra una capacità di monetizzazione lievemente superiore al suo peso in termini di traffico (85,67% delle sessioni), indicando una propensione alla conversione costante tra i suoi utenti.
  • Other AI referrals: Rappresentano il 3,94% del valore economico generato, a fronte di una quota di traffico del 6,09%.
  • Perplexity: Contribuisce per il 3,24% alle entrate totali, mantenendosi su livelli sostanzialmente allineati alla sua quota di sessioni (4,12%).
  • Gemini: Si attesta al 2,18% delle revenue, evidenziando un tasso di conversione economico leggermente inferiore al volume di traffico generato (3,60%).
  • Copilot: Si riconferma la principale anomalia del canale. Pur registrando un volume di sessioni marginale (0,12% del totale), ha generato il 2,06% delle entrate complessive. Questo dato suggerisce come le visite veicolate dall’assistente Microsoft tendano ad associarsi a scontrini medi elevati o a utenti con un intento transazionale spiccato.
  • Claude e Mistral: Claude genera lo 0,30% delle entrate, mentre Mistral registra i primi segnali diretti di monetizzazione, pur rimanendo su valori estremamente contenuti (0,09%).

 

Nota metodologica: tracciamento e bias di attribuzione (Q2 2026)

A partire da maggio e giugno 2026, l’introduzione del canale “ai-assistant” in Google Analytics 4 ha consentito una riclassificazione delle sessioni originate dagli assistenti conversazionali. L’interpretazione delle quote dei singoli player deve tuttavia considerare due importanti dinamiche tecniche:

  • ChatGPT: OpenAI applica automaticamente parametri UTM specifici (utm_source=chatgpt.com / utm_medium=ai-assistant) su tutti i collegamenti in uscita. Questo permette di tracciare con precisione anche i clic generati dall’applicazione mobile nativa, che altrimenti finirebbero classificati come traffico Direct o (not set).
  • Gemini: A differenza di ChatGPT, Gemini suggerisce spesso link che indirizzano l’utente a pagine di ricerca Google (SERP o Google Shopping) anziché direttamente al dominio dell’ecommerce. Il successivo passaggio verso il sito del merchant viene di conseguenza registrato come traffico Organic o Paid, determinando una sottostima del traffico referral da Gemini.

 

Le industries più interessate dal traffico AI (Q2 2026)

Il secondo trimestre del 2026 mostra un sensibile cambio di equilibrio tra le categorie merceologiche, evidenziato dal netto balzo in avanti dei settori ad alto contenuto tecnico e informativo.
Il comparto Hard Goods (elettronica di consumo e tecnologia) conquista il primo posto balzando al 24,2% del traffico complessivo, in forte crescita rispetto al 15,7% del Q1.
Questa accelerazione, spinta in particolare dai volumi di giugno, conferma che gli utenti utilizzano sempre più gli assistenti conversazionali per confrontare schede tecniche, specifiche e prodotti complessi prima dell’acquisto.
Retail & Shops passa in seconda posizione pur mantenendo una quota solida al 21,6%, in calo relativo rispetto al 29,6% del trimestre precedente. Si registra anche una ripresa del settore Fashion, che sale al 12,9% (dal 9,6% del Q1), favorita dal cambio di stagione e dalle collezioni estive.
Rimangono stabili i comparti Sports al 13,8% e Home & Design al 13,2%, mentre prosegue la contrazione del settore Luxury, che scende al 7,4% (dall’11,3% del Q1).

Dettaglio della distribuzione del traffico nel Q2 2026:

  • Hard Goods: 24,2% (in forte crescita)
  • Retail & Shops: 21,6% (in flessione relativa)
  • Sports: 13,8% (sostanzialmente stabile)
  • Home & Design: 13,2% (stabile)
  • Fashion: 12,9% (in ripresa)
  • Luxury: 7,4% (in calo)
  • Beauty: 6,6% (in lieve crescita)
  • Food: 0,1% (stabile)
  • Kids: 0,1% (stabile)

Cosa ci dicono questi dati

Nel secondo trimestre del 2026 i volumi continuano a crescere, con un +37,7% rispetto al Q1. Il fatto che le visite durino meno (44 secondi) ma l’aggiunta al carrello resti alta al 7,3% ci dice una cosa chiara: le persone usano l’AI prima di entrare sul sito.
Quando atterrano sull’ecommerce hanno già le idee chiare e vanno dritte al punto. L’aumento di settori come Hard Goods, insieme alla tenuta del Retail e alla ripresa del Fashion, conferma che questi strumenti servono soprattutto per confrontare schede tecniche e prodotti complessi. L’AI non si usa più solo per prendere spunti, ma per fare comparazioni pratiche prima di comprare.
I dati del Q2 mostrano anche quanto sia importante leggere i numeri con occhio critico. ChatGPT domina la classifica anche perché traccia meglio i clic dall’app mobile grazie agli UTM, mentre Gemini fa spesso da “ponte” e manda le persone sulle pagine di ricerca di Google.
Questo significa che una parte del traffico generato da Gemini finisce poi conteggiata sotto la ricerca organica o a pagamento. Per chi vende online, la sfida per i prossimi mesi è semplice: rendere i dati dei prodotti facili da leggere per i modelli AI, in modo da farsi trovare pronti quando l’utente inizia a informarsi.

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