16 OTTOBRE 2026
La nostra analisi sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore ecommerce prosegue con i dati del secondo trimestre 2026. Sebbene il traffico referral proveniente da queste piattaforme rappresenti ancora una quota contenuta rispetto ai canali tradizionali, il suo monitoraggio è fondamentale per comprendere come stanno cambiando le abitudini di ricerca e quale ruolo giocano i diversi assistenti virtuali nel percorso d’acquisto.
Come sono cambiati gli assistenti AI (Q2 2026)
Il secondo trimestre del 2026 ha evidenziato un’ulteriore evoluzione nell’integrazione tra assistenti virtuali ed ecommerce, caratterizzata dall’aumento della concorrenza tra i principali modelli e dall’espansione dei formati nativi di ricerca transazionale.
Questi sviluppi confermano che il percorso di ricerca si sta frammentando su più piattaforme. L’impatto reale sulle conversioni resta comunque da verificare nel tempo.
L’impatto nel settore ecommerce (Q2 2026)
I dati del secondo trimestre 2026 evidenziano una netta accelerazione nei volumi di traffico referral provenienti da strumenti AI. Si registra un incremento del +37,7% rispetto al primo trimestre dell’anno. Su base annua (YoY rispetto al Q2 2025), il canale conferma una crescita sostenuta con un aumento del +142,2%.
A fronte dell’aumento dei volumi, le metriche di engagement e conversione mostrano una sostanziale tenuta dei livelli di qualificazione del traffico:
Sessioni più brevi (44 secondi), Bounce Rate contenuta (23,2%) e ATC Rate elevato (7,3%) indicano insieme una fase transazionale più rapida. L’utente, orientato dalle risposte preliminari dell’interfaccia conversazionale, tende ad atterrare sul sito con le informazioni principali già acquisite, riducendo il tempo necessario prima di procedere all’aggiunta del prodotto nel carrello.
I principali referral AI (Q2 2026)
L’analisi della provenienza del traffico nel secondo trimestre del 2026 evidenzia un consolidamento della quota attribuita al primo player del settore, guidato sia dalla penetrazione di mercato sia dalla diversa accuratezza del tracciamento tra le piattaforme.
Analisi delle entrate Q2 2026
La ripartizione del valore economico generato dai canali AI evidenzia un riallineamento delle quote di revenue verso il player di riferimento, confermando contestualmente alcune peculiarità sull’efficienza delle singole piattaforme:
Nota metodologica: tracciamento e bias di attribuzione (Q2 2026)
A partire da maggio e giugno 2026, l’introduzione del canale “ai-assistant” in Google Analytics 4 ha consentito una riclassificazione delle sessioni originate dagli assistenti conversazionali. L’interpretazione delle quote dei singoli player deve tuttavia considerare due importanti dinamiche tecniche:
Le industries più interessate dal traffico AI (Q2 2026)
Il secondo trimestre del 2026 mostra un sensibile cambio di equilibrio tra le categorie merceologiche, evidenziato dal netto balzo in avanti dei settori ad alto contenuto tecnico e informativo.
Il comparto Hard Goods (elettronica di consumo e tecnologia) conquista il primo posto balzando al 24,2% del traffico complessivo, in forte crescita rispetto al 15,7% del Q1.
Questa accelerazione, spinta in particolare dai volumi di giugno, conferma che gli utenti utilizzano sempre più gli assistenti conversazionali per confrontare schede tecniche, specifiche e prodotti complessi prima dell’acquisto.
Retail & Shops passa in seconda posizione pur mantenendo una quota solida al 21,6%, in calo relativo rispetto al 29,6% del trimestre precedente. Si registra anche una ripresa del settore Fashion, che sale al 12,9% (dal 9,6% del Q1), favorita dal cambio di stagione e dalle collezioni estive.
Rimangono stabili i comparti Sports al 13,8% e Home & Design al 13,2%, mentre prosegue la contrazione del settore Luxury, che scende al 7,4% (dall’11,3% del Q1).
Dettaglio della distribuzione del traffico nel Q2 2026:
Cosa ci dicono questi dati
Nel secondo trimestre del 2026 i volumi continuano a crescere, con un +37,7% rispetto al Q1. Il fatto che le visite durino meno (44 secondi) ma l’aggiunta al carrello resti alta al 7,3% ci dice una cosa chiara: le persone usano l’AI prima di entrare sul sito.
Quando atterrano sull’ecommerce hanno già le idee chiare e vanno dritte al punto. L’aumento di settori come Hard Goods, insieme alla tenuta del Retail e alla ripresa del Fashion, conferma che questi strumenti servono soprattutto per confrontare schede tecniche e prodotti complessi. L’AI non si usa più solo per prendere spunti, ma per fare comparazioni pratiche prima di comprare.
I dati del Q2 mostrano anche quanto sia importante leggere i numeri con occhio critico. ChatGPT domina la classifica anche perché traccia meglio i clic dall’app mobile grazie agli UTM, mentre Gemini fa spesso da “ponte” e manda le persone sulle pagine di ricerca di Google.
Questo significa che una parte del traffico generato da Gemini finisce poi conteggiata sotto la ricerca organica o a pagamento. Per chi vende online, la sfida per i prossimi mesi è semplice: rendere i dati dei prodotti facili da leggere per i modelli AI, in modo da farsi trovare pronti quando l’utente inizia a informarsi.