12 MAGGIO 2026
Quando si parla di Salesforce Commerce Cloud, Einstein è il motore di Intelligenza Artificiale nativo che analizza i comportamenti degli utenti in tempo reale per prevedere le loro intenzioni d’acquisto.
La sua visualizzazione più immediata sul sito la troviamo all’interno dei caroselli prodotto (Einstein Product Recommendations). A differenza dei moduli statici, i caroselli sono blocchi dinamici che suggeriscono articoli personalizzati a ogni utente, basandosi su regole algoritmiche come i “Best sellers”, i “Visti di recente” o i “Comprati spesso insieme”.
L’approccio più diffuso, però, si riduce all’utilizzo delle impostazioni di default: in assenza di una strategia di personalizzazione mirata, i caroselli finiscono per essere confinati a fondo pagina nella Pagina Prodotto.
Senza un posizionamento mirato nel funnel, delle logiche pertinenti e un tracciamento puntuale dei dati, questi spazi diventano un’opportunità di fatturato persa, che penalizza le potenzialità di una piattaforma come SFCC.
In questo articolo esploreremo le best practice operative per trasformare le Product Recommendations di Einstein in un reale acceleratore di conversioni.
Oltre la PDP: il posizionamento strategico dei caroselli
Secondo un benchmark del Baymard Institute, guidare l’utente mostrando sia prodotti alternativi che complementari è cruciale per la conversione all’interno di una Pagina di prodotto. Eppure, è emerso che il 58% degli e-commerce non sfrutta questa opportunità, mischiando queste logiche o usandone una sola.
Implementare un carosello con obiettivi ben distinti all’interno della Pagina di Prodotto è quindi la base di partenza, ma l’errore più grave è limitare l’Intelligenza Artificiale di Einstein esclusivamente a questa pagina.
Il vero salto di qualità, infatti, avviene quando il carosello supera i confini della PDP per diventare un elemento fluido e strategico lungo tutto il funnel.
2. Cart Page: il regno dell’upselling e dell’AOV
Il carrello è la fase in cui l’intenzione d’acquisto raggiunge il suo picco. Eppure, secondo un benchmark del Baymard Institute, ben il 52% degli e-commerce propone in questo step suggerimenti di cross-selling del tutto irrilevanti o basati su logiche troppo generiche.
In questa fase, l’obiettivo di Einstein non deve essere la scoperta di nuovi prodotti, ma una spinta dinamica e a basso attrito per aumentare l’Average Order Value (AOV).
3. Pagine “Zero Risultati” e 404: trasformare l’abbandono in opportunità
Una ricerca interna che non produce risultati o l’atterraggio su una pagina 404 rappresentano i principali ostacoli alla conversione. In questi momenti critici, il rischio di abbandono del sito è massimo.
L’importanza del contesto: Einstein e Customer Groups
Proporre lo stesso carosello a ogni tipologia di utente significa ignorare il valore della segmentazione. In un mercato iper-competitivo, la personalizzazione generica non è più sufficiente: il vero salto di qualità su Salesforce avviene integrando l’intelligenza di Einstein con i Customer Groups.
Combinando questi due strumenti, è possibile servire raccomandazioni dinamiche non solo in base al comportamento di navigazione, ma anche in base al valore e alla sensibilità del cliente.
L’obiettivo dev’essere non limitarsi ad una sola Recommender Strategy per pagina e uguale per tutti, ma creare slot dinamici che si adattano al segmento di appartenenza dell’utente.
Misurazione e Testing: rendere Einstein una scelta Data-Driven
Molti brand commettono l’errore di valutare l’efficacia di Einstein basandosi esclusivamente sulla dashboard nativa in Business Manager. Per quanto utile per una visione d’insieme, questo strumento non è sufficiente per condurre una reale strategia di ottimizzazione.
Validare le ipotesi: l’approccio A/B Testing
Poiché ogni e-commerce risponde a industry, utenze e abitudini d’acquisto differenti, non esiste una formula universale e l’unico modo per valutare l’opzione migliore è il testing costante.
In ambito Salesforce Commerce Cloud, il modo più efficace per farlo è utilizzare i Content Slot, configurando due o più strategie Einstein differenti all’interno dello stesso slot. In questo modo sarà possibile dividere il traffico e misurare in tempo reale quale logica genera un impatto maggiore sui KPI.
La scelta delle strategie: alcuni esempi testabili da subito
Quali KPI monitorare al termine di un A/B Test?
Per valutare il reale impatto di un test su Einstein e decretare la variante vincente, è fondamentale incrociare i dati di engagement con le metriche di business.
I KPI essenziali da analizzare sono:
Oltre ai dati di SFCC: tracciamenti custom e dashboard ad hoc
Limitarsi alle dashboard native di Salesforce Commerce Cloud restituisce una fotografia parziale delle performance.
Per valutare concretamente l’efficacia dei caroselli, è ottimale integrare i dati di piattaforma con tracciamenti personalizzati su GA4 e dashboard dedicate.
Un setup di questo tipo consente di superare la metrica del singolo click, misurando le reali visualizzazioni e incrociando le interazioni con il comportamento globale dell’utente sul sito. In questo modo si ottiene una visione completa e necessaria per ottimizzare davvero la strategia.
Queste sono solo alcune delle best practice per ottimizzare i caroselli Einstein su Salesforce Commerce Cloud, ma ogni ecommerce ha esigenze specifiche. Grazie alla nostra esperienza e alle competenze in ambito UX e CRO, possiamo aiutarti a massimizzare davvero le conversioni e l’AOV, trasformando l’Intelligenza Artificiale di Einstein in un reale acceleratore di business con un’analisi mirata.